Aghifoglie

Postato da Mr. Wolf il 02/06/2011
Diocaro.
Vi sembra forse che io non ne tenga conto? La realtà è che di fronte a puttanate simili il vostro amato Wolf ulula come un lupo su una rupe durante il plenilunio.
Non vorrei essere offensivo di fronte ai migliaia di mangiatori di bacche, licheni e radici; anzi, ad essere più precisi devo ammettere che chi ne fa una scelta etica, vista solo come impossibilità di mangiare animali allevati, mi trova di fronte ad un discorso percorribile, per lo meno comprensibile. Chi dice invece che l’uomo è fruttifero o erbivoro (alias vegetariano) dico: puttanate!
Secoli e secoli di evoluzione, scelte ambientali, hanno fatto sì che l’uomo fosse, oltre che un essere altamente adattabile (non come il bambù e il panda, che sembra il titolo di una favola di Fedro),  anche un superpredatore. L’introduzione della carne nella dieta umana, e tutti i prodotti di origine animali, ha permesso all’uomo di poter pensare alla propria vita sociale, ad avere piu tempo per se e per gestire una comunità, sviluppare un linguaggio complesso, mentre i mangiatori di erba, che ad un certo punto della storia evolutiva si erano separati in un “ramo” parallelo, sono rimasti ad un livello inferiore, e lo dimostra la scatola cranica più piccola (per saperne di piu vi consiglio sul sito della rai di scaricarvi le puntate sull’ evoluzione umana). Senza contare poi la parte socio-culturale che la distinzione dei sapori apporta nell’esistenza umana... Insomma ci sono implicazioni di vario genere.
Credo, cercando di abbreviare la questione, che chi davvero vuole vivere il vegetarianesimo, debba nutrirsi il primo anno solo di aghifoglie. Solo allora potrà davvero dimostrare la propria inclinazione a fare l’erbivoro. E, a quel punto, spero che un cazzo di carnivoro li aggredisca per farne riserva di proteine nobili. Almeno il loro ruminare sarà servito davvero a qualcosa...
Diocaro.
Ultima modifica: 02/06/2011 alle 11:34
Mr. Wolf

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